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Sheraton Hotel - Roma
La cucina al primo posto. La cucina può essere di tutto e di più. Ma a patto naturalmente che il risultato sia piacevole, intrigante, interessante e salubre, in una parola buono e sappia interpretare al meglio la tradizione della cucina italiana. E' questo in fondo il messaggio principale uscito dal 26° Congresso nazionale della Federazione italiana cuochi svoltosi dal 17 al 21 novembre a Roma. “Se solo il nostro Paese facesse la centesima parte di quanto ha fatto e fa la Spagna e la Francia per sostenere i suoi cuochi e i suoi prodotti, tutti direbbero oggi che la cucina italiana, quella tradizionale che punta all'innovazione, è la migliore del Mondo”, è stato il commento di molti cuochi che hanno partecipato al Congresso svoltosi all’Hotel Sheraton. “Abbiamo fatto un grande lavoro di squadra -affermano il presidente Paolo Caldana e il segretario generale Gian Paolo Cangi- che ci ha consentito di compiere un ottimo lavoro in un congresso di alto livello. La nostra fortuna è che abbiamo costruito un grande gruppo che si confronta ed è unita fortemente all'associazione senza che nessuno si senta una primadonna”.
Inoltre, a suggellare l'importanza del ruolo della Fic a livello mondiale è stata la presenza dell'islandese Gissur Gudmunddsson, presidente di World association of chefs societies (l’associazione mondiale dei cuochi), che è intervenuto, non solo portando il saluto dell'associazione mondiale degli chef, ma anche entrando nel merito del dibattito e annunciando il tema della prossima giornata mondiale dei cuochi che sarà dedicata alla sicurezza alimentare e ai rifiuti dei prodotti alimentari. In questo congresso la novità forse maggiore è stata la massiccia presenza dei giovani e in particolare quelli che hanno partecipato all' AGORA, il Forum dei Giovani.
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